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Non si tratta solo degli affitti. A sfuggire al Fisco nel mondo
del mattone sono anche le case ex rurali e i fabbricati fantasma, cioe’
esistenti nella realta’ ma non sulle mappe catastali.Un fenomeno consolidato e in cresciuto nel tempo, tanto che
l’agenzia del Territorio da un paio di anni ha alzato il tiro contro
questo fenomeno con una guerra senza eguali che ora sta dando risultati
molto positivi. Solo nell’ultimo anno sono stati scoperti 571.250 immobili
fantasma che, sommati agli altri scovati dall’inizio del 2007, portano
in tutta Italia il numero complessivo a superare due milioni di unita’
non censite. A rilevarlo e’ l’Agenzia del Territorio che ha presentato
l’indagine completa sui fabbricati non dichiarati al catasto.
L’indagine si è svolta attraverso un articolato processo partito
dalla sovrapposizione delle ortofoto digitali ad alta risoluzione alla
cartografia catastale gestita dall’Agenzia; successivamente sono state
eseguite ulteriori verifiche negli archivi censuari, che hanno
consentito l’individuazione delle particelle del Catasto Terreni, sulle
quali sono risultati presenti immobili non dichiarati al Catasto.
La
verifica, condotta nel 2009 su 24 province, pari a circa il 25% della
penisola, ha concluso una indagine conoscitiva che ha consentito
l’individuazione di altri 570.000 immobili, che si aggiungono a
1.500.000 già identificati nel precedente biennio.
L’attività di accertamento, già avviata nel 2008, tuttora in
corso, è stata completata, ad oggi, per circa il 30% delle particelle e
ha portato all’accatastamento di oltre 270.000 unità immobiliari, a cui
corrisponde un incremento di rendita catastale di 145 milioni di euro.
A tale risultato, se ne aggiungono altre 147.000, a seguito di
adempimenti spontanei, che hanno reso possibile la determinazione di
ulteriori 47 milioni di euro di rendita catastale. Le tipologie di
immobili accatastati sono prevalentemente rappresentate da abitazioni
(33%) e da magazzini o garage (51%). Tali operazioni hanno permesso di
aggiornare le banche dati catastali e di fornire la base imponibile
relativa alle diverse tipologie di tributi che incidono sugli immobili.
Per i Comuni catastali sottoposti a specifici accertamenti, sono
state costituite liste di particelle iscritte al Catasto Terreni
interessate da fabbricati presenti sul territorio ma che non risultano
dichiarati al Catasto. Gli elenchi di tali particelle, sulle quali si è
accertata la presenza di costruzioni o di ampliamenti di costruzioni
non dichiarati, comprensivi dell’eventuale data cui riferire la mancata
presentazione della dichiarazione al Catasto, sono consultabili, per i
sessanta giorni successivi alla pubblicazione del comunicato
dell’Agenzia, presso ciascun Comune interessato, presso le sedi dei
competenti Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio e sul sito
internet della stessa Agenzia, alla pagina http://www.agenziaterritorio.gov.it.
Tali fabbricati devono essere dichiarati al Catasto Edilizio
Urbano, a cura dei soggetti titolari di diritti reali, entro 7 mesi
dalla pubblicazione del comunicato. Qualora gli interessati non
presentino le suddette dichiarazioni entro tale termine, gli Uffici
provinciali dell’Agenzia del Territorio provvedono, in surroga del
soggetto obbligato inadempiente e con oneri a carico dello stesso,
all’iscrizione in Catasto, mediante la predisposizione delle
dichiarazioni redatte ai sensi del regolamento di cui al decreto del
Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, e alla notifica dei
relativi esiti.
L’individuazione dei fabbricati è avvenuta attraverso un’attività
di identificazione da foto aeree, condotta in collaborazione con
l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), e successivi
processi “automatici” di incrocio con le banche-dati catastali.
Trattandosi di elaborazioni massive, si potrebbero essere verificate
delle incoerenze nell’individuazione delle particelle riportate negli
elenchi pubblicati, con inclusione - in qualche caso – di immobili già
censiti in Catasto.
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